BETT 2011. Definite a Londra le nuove tendenze dell’educational technology.


FLYER BETT 2011 INFORMASISTEMI BLOG

Londra, 15 gennaio 2011- Il BETT 2011 è terminato, e le conclusioni tratte in seno alla più grande e più completa fiera mondiale di educational ICT, dettano le linee guida degli sviluppi prossimi della tecnologia applicata alla didattica.

BETT, alla prima edizione, si è già conquistato ampia considerazione a livello mondiale: è ufficialmente qui che le ricerche più recenti del settore e i prodotti più innovativi sono presentati al pubblico. Gli educatori che ambissero essere al passo con le tendenze e dotarsi degli strumenti più adeguati, non possono mancare all’appuntamento londinese.

Al ciclo di conferenze hanno assistito presidi e dirigenti scolastici, parlamentari con deleghe all’istruzione e alla tecnologia, rappresentanti dei sindacati della scuola e delle associazioni di insegnanti. In totale, i partecipanti hanno ascoltato 25 relatori tra tavole rotonde e dibattiti, per oltre 15 ore di contenuti altamente rilevanti riguardo le ICT nel settore dell’istruzione.

Negli stand della fiera ci si trova davvero di tutto. Dai nuovi iPad alle migliori imitazioni dei tablet della Apple, dotati di videocamera, microfono, casse e software per il riconoscimento della scrittura a mano, dai network per permettere agli insegnanti di monitorare meglio il lavoro degli alunni, ai sistemi che aiutano le scuole a risparmiare energia e denaro; ci si imbatte persino in un robo-sapiens che insegna a scrivere suscitando divertito stupore tra i presenti.

Il leitmotiv della manifestazione è stato la gestione del cambiamento. Intorno a questo concetto sono stati molti i temi affrontati dai relatori, tra i più caldi si annovera l’annoso problema dei tagli alla spesa sociale operati nel Regno Unito: dopo la decisione del governo di ridurre la spesa del settore pubblico per miliardi di sterline, come si può garantire un’offerta formativa al passo con le esigenze del ventunesimo secolo? È possibile coniugare la modernizzazione degli ambienti di apprendimento agli imperativi di austerity conseguenti ai tagli di budget?

LAVAGNA INTERATTIVA CON SOFTWARE PER SCRIVERE IN CORSIVO- INFORMASISTEMI BLOG

Le conclusioni maturate al BETT suggeriscono di sì, proprio grazie al ruolo fondamentale svolto dall’ICT nel sostenere e facilitare la trasformazione: risparmio attraverso l’adozione di nuove tecnologie come il Cloud Computing, contenuti web gratuiti e virtualizzazione delle classi. Del resto, il primo ministro Cameron, in cambio, ha dato alle scuole, agli insegnanti, alle associazioni dei genitori, più potere per decidere come insegnare, cosa insegnare e dove trovare i soldi per farlo.

Altri temi cruciali sono stati affrontati: si è dibattuto dei probabili sviluppi della politica dell’istruzione, sono stati ridisegnato gli spazi classici dell’insegnamento proponendo design contemporanei ispirati alla massima funzionalità, e non è mancato l’approfondimento teorico, che ha esplorato i rinnovati rapporti tra pedagogia e ICT.

Si deduce che stanno radicalmente cambiando gli stili di insegnamento e questi non possono prescindere dagli strumenti interattivi di apprendimento digitale, di cui deve essere sfruttato il pieno potenziale. L’obiettivo è convertire ogni forma di apprendimento passivo in attivo, e laddove permanessero elementi passivi irremovibili, massivizzare l’utilizzo della tecnologia digitale che per sua natura permette anche agli stili passivi di evolversi.

Tutto ciò rientra nei metodi dell’apprendimento collaborativo, che sta rapidamente radicandosi nella formazione degli insegnanti di nuova generazione. Ogni lezione è concepita come una sessione personalizzata e dinamica, un’esperienza “su misura”, in cui gli educatori dovranno essere in grado di utilizzare numerose piattaforme multimediali e di creare contenuti più ricchi, divertenti e visivamente attraenti, e gli studenti di farne  parte in maniera attiva e quindi essere autori della loro esperienza didattica in maniera compartecipata.

Gli strumenti messi a disposizione dalla tecnologia a questa finalità sono moltissimi e tra questi alcuni hanno meritato la ribalta della fiera:

E-board revolution.

Il fenomeno lavagna interattiva continua la sua scalata mondiale, suggerendo potenziali di mercato da capogiro. Questa penetrazione sempre maggiore di E-board e delle tecnologie associate ha contribuito a una notevole evoluzione in materia di pedagogia collaborativa in opposizione all’esperienza relativamente passiva ‘uno-a-molti’ .

Sebbene la prima lavagna interattiva sia stata prodotta dalla Smart Technologies esattamente vent’anni, questo strumento fondamentale per la nuova concezione di istruzione scolastica fa ogni giorno un passo avanti, diventando capace di rispondere al tocco di un dito e persino di più dita contemporaneamente. Utilizzando la tecnologia touch ottica, rilevano e distinguono gli input delle mani, dell’apposita penna o di qualsiasi altro dispositivo, garantendo maggiori vantaggi rispetto ad altre tecnologie “touch”: la capacità di riconoscere il tocco della superficie senza bisogno di premere con forza, di scalare agilmente le dimensioni e di supportare più tocchi da parte di più utenti. La lavagna è ovviamente provvista di altoparlanti ed è sempre prevista la possibilità di integrare un proiettore a brevissima distanza. Le immagini che vi appaiono non sono più soltanto ad una dimensione, ma anche in 3D.

“Molti bambini ancora trascorrono ore di lavoro attaccati a una pagina o copiando su un foglio”, ha detto il Prof. Stephen Heppell a chiusura di una conferenza “questo è un processo estremamente inefficiente, che limita la possibilità per gli studenti di contestualizzare gli argomenti. Fornire contenuti multimediali dà la possibilità agli studenti di confrontarsi realmente con i contenuti di apprendimento e pensare veramente a che cos’è che vedono davanti a loro”.

Naturalmente un’E-board costa di più della tradizionale lavagna di ardesia provvista di gessetto e cancellino polveroso, ma gli esperti del ramo sostengono che a lungo termine queste ed altre tecnologie per la didattica, pur sembrando inizialmente un investimento costoso, consentono un risparmio straordinario.

“Non a caso la richiesta di sistemi per lavagne interattive è in continuo aumento in tutta Europa”, ha dichiarato Nancy Knowlton, amministratore delegato della Smart, “Gli insegnanti richiedono strumenti facili da usare e che ottimizzino al meglio sia il tempo passato in classe, sia i budget limitati di cui dispongono”.

Gioco e imparo.

I membri del Games Redbridge Network hanno spiegato come utilizzare il videogioco come stimolo per l’apprendimento in classe. Hanno fornito esempi pratici di apprendimento ludico e distribuito documenti raccolti in varie scuole nelle quali sono già attivi alcuni progetti da loro proposti, dimostrando come i videogiochi possono come funzionare da hub per l’apprendimento. Questo approccio innovativo all’insegnamento è progettato per portare energia ed entusiasmo in aula, e le testimonianze degli insegnanti coinvolti nella sperimentazione indicano un generale aumento delle presenze in classe degli alunni e un miglioramento dell’attenzione e dell’entusiasmo durante le lezioni.

Moltissimi i software presentati alla fiera sviluppati con le stesse intenzioni: applicativi progettati per essere al contempo intuitivi, accattivanti, stimolanti e in grado di sviluppare l’alfabetizzazione, la creatività, il lavoro di squadra e le competenze ICT.

Home-school communication

La giusta attenzione è stata data anche alle modalità di rapporto fra scuola e l’altra componente complementare del percorso educativo di ognuno, la famiglia. Tra i progetti presentati alla fiera, ha avuto un’ottima accoglienza un sistema on line di comunicazione scuola-famiglia in grado di veicolare informazioni e avvisi, facilitare i rapporti con gli insegnanti, coinvolgere i genitori nella vita scolastica dei figli e gestire le operazioni bancarie delle famiglie verso gli istituti.

Virtual desktop infrastructure.

La Sir John Lillie Primary School ha presentato un innovativo progetto di Virtual Desktop Infrastructure (VDI): tutte le scuole del quartiere sono collegate attraverso un Virtual Private LAN Service (VPLS). Il servizio di VDI ha semplificato le infrastrutture ICT, migliorando le prestazioni generali della rete all’interno della scuola e permettendo un facile accesso con ogni sistema operativo allo stesso modo.  Il vero beneficio sostanziale del sistema è la possibilità per studenti e insegnanti di accedere al proprio desktop in remoto rendendo possibile sempre e ovunque l’insegnamento e l’apprendimento. I coordinatori ICT della John Lillie school hanno illustrato la strategia di e-learning adottata dalle scuole aderenti al progetto, confidando che le loro perplessità iniziali sono state dissolte dalla grande affidabilità di VDI e dalle ottime prestazioni del sistema, e che questo successo sta contribuendo ad aumentare la fiducia degli insegnanti verso l’uso delle ICT. I fornitori di tecnologie VDI per l’istruzione hanno distribuito con successo soluzioni di virtualizzazione in tutti i diversi segmenti della formazione, dalla primaria all’Università.  L’utilizzo di VDI fa aumentare notevolmente la qualità dei servizi offerti dalle scuole, riducendo i costi della logistica e la necessità di spostamento dei docenti e ha consentito alle scuole che l’hanno adottato risparmi annuali tra il 30% e 60%.

VDI-clicca e guarda il video su you tube


Cloud Computing

Sempre nell’ottica del massimo risparmio Stream2School offre alle scuole la possibilità di rifornirsi di software didattici ad un costo ridottissimo rispetto ai prezzi di listino, fedele alla filosofia del Cloud Computing, che permette l’utilizzo di risorse hardware (storage, CPU) o software distribuite in remoto. Inoltre Stream2School concede l’accesso completamente gratuito ad un’ampia libreria di titoli open source, come Open Office e Inkscape.

Come si evolverà il mercato delle ICT per la didattica, quali strumenti si dimostreranno più efficienti e quali indirizzi pedagogici si attesteranno nei prossimi anni non è ancora certo, come non è prevedibile se avranno la meglio lavagne e monitor oppure le proiezioni interattive. Tuttavia, con così tanti paesi ancora solo sulla linea di partenza, le prospettive per il futuro del settore sembrano estremamente positive.

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