Editoria: il futuro fra I-Pad, smartphone e altri Tablet


Non è più considerata un’eresia dare un prezzo ai contenuti del cyberspazio. A dirlo è Vittorio Colao, numero uno mondiale di Vodafone, assieme ad altri quattro top manager delle telecomunicazioni mondiali (Telefónica, China Mobile, At&t e América Móvil). Dal palco del Mobile World Congress di Barcellona, asseriscono coralmente che aveva torto chi diceva che nessuno sarebbe stato disposto a pagare i contenuti, e che il mondo delle apps sta dimostrando il contrario.

Le grandi telco mondiali stanno cercando nuovi business per sfruttare la potenzialità economica dell’esplosione del traffico dati e della banda larga mobile. Tale incremento è dovuto al successo contagioso degli smartphone, e l’attenzione è tutta puntata sulla possibilità di monetizzazione dei contenuti. L’industria della telefonia si appresta anche ad ingaggiare una delle battaglie più difficili e più impopolari: condividere gli investimenti nelle infrastrutture di rete con Google o Facebook, responsabili da un lato dell’affollamento di banda, e dall’altro della positiva generazione di traffico che fa da traino a tutti gli operatori del settore. “Niente più pasti gratis per chi fa uso massiccio dei nostri network senza contribuire al loro sviluppo”, ha dichiarato Colao, mentre il presidente di China Mobile ha sostenuto di “non stancarsi mai di chiedere piattaforme più interoperabili”. Alla fine però si ringrazia Android (quindi Google) per la sua capacità di essere traino per l’industria.

Si parla anche di libro elettronico . Numerosa la presenza di editori che guardano al digitale con grande interesse e di esperti internazionali, provenienti da paesi, come gli Stati Uniti, dove il mercato del libro digitale è già realtà.

Questi hanno insistito sul fatto che il cambiamento avviene più rapidamente di quel che si pensava fino a un paio di anni fa, con il rischio reale di farsi cogliere impreparati.

Qual è l’ostacolo principale a una diffusione significativa in Italia? “La limitata disponibilità di titoli”, è la risposta di Ferrario di Mondadori, “in Italia appena 7000”. Gli esperti hanno spiegato come l’editoria elettronica lavori a un nuovo standard per l’Ebook, caratterizzato da funzioni video, audio, e di interattività. Il futuro sta anche nella conservazione bibliotecaria digitale, nello strutturarsi di vere e proprie community online e nel prestito di Ebook.

Del resto da quando la News Corporation di Murdoch ha lanciato il primo quotidiano americano disponibile solo su tablet, “The Daily“, è sembrato conveniente a tutti mettersi in scia. L’uomo, tra i quindici più potenti del mondo, dichiara “Sono convinto che per la fine del prossimo anno gli iPad in circolazione saranno tra i 30 e i 40 milioni, alla fine tutti ne avranno uno, anche i bambini”.

Il Financial Times, che fin dall’inizio ha creduto nella sua edizione per iPad, oggi festeggia: in sei mesi ha incassato dalla pubblicità per la sua applicazione un milione di sterline. Dati che confermano le dichiarazioni di Murdoch, secondo cui: «Il giornalismo continua ad avere un grande futuro davanti a sé». Soprattutto se saprà trasformare una moda – la stampa sviluppata per iPad – in un nuovo modello di business vincente.

Meritevole di nota anche lo sviluppo di applicazioni business con contenuti ad hoc per tablet che permetteranno di lavorare meglio sfruttando i social network. Se n’è parlato diffusamente in Florida, al Lotusphere 2011, tradizionale appuntamento annuale organizzato dalla divisione software di IBM. “La ricetta è semplice: estendere l’utilizzo dei suoi software business verso i dispositivi mobili (tablet e smartphone), mettendo a disposizione degli addetti aziendali strumenti di blogging e video chat e appositi feed per accedere in tempo reale a una serie di informazioni inerenti clienti, notizie rilevanti e colleghi. Integrando i social network nei processi di business, questo è il punto cui tende IBM, si migliora la produttività di chi viaggia spesso (o lavora da sedi remote) e non può prescindere dal dialogare costantemente con chi opera in azienda” È stato stimato per il 2014 un giro d’affari per questo settore superiore agli 1,8 miliardi di dollari, un valore triplo rispetto a quello previsto per quest’anno. General Motors, Università di Zurigo e Virginia Commonwealth University sono alcune delle organizzazioni che hanno già adottato i social software di IBM su tablet e smartphone.


http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2011-02-02/social-business-smartphone-tablet-161650.shtml?uuid=AaWAzB5C

http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2011-01-28/debutto-daily-191055.shtml?uuid=AaxNJm3C

http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2010-11-15/murdoch-lancia-daily-quotidiano-164540.shtml?uuid=AYYmWwjC

http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2011-02-03/libro-digitale-verra-230138.shtml?uuid=AazxhT5C

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