I servizi virtuali interattivi? Una spinta per il ritorno agli acquisti in negozio

Dal 2020 ad oggi, come reazione al prolungarsi della pandemia, i retailer italiani hanno mostrato sempre più fermento digitale. La necessità di distanziamento sociale ha provocato una diffusione considerevole degli e-commerce e un forte incremento delle vendite attraverso canali online.

Tuttavia il negozio fisico continua ancora a confermarsi come il cuore pulsante di una più complessa trasformazione del Retail: ma attraverso quali strumenti digital?

Secondo il recente report dell’Osservatorio Innovazione Digitale nel Retail, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano*, il canale online, pur rimanendo secondario in termini di consumi rispetto all’offline, rappresenta sempre di più un motore di innovazione e di crescita.

La propensione verso il digitale è dimostrata anche dal fatto che nel 2021 oltre l’85% dei primi 300 retailer italiani per fatturato fosse presente online, soprattutto tramite modelli di vendita che integrassero digitale e negozio fisico. I più diffusi? La modalità click&collect, il reso offline degli ordini e-commerce e la verifica online della disponibilità di prodotti in negozio.

Oggi, proprio da questa sorprendente integrazione, emerge in maniera sempre più accentuata una tendenza nel comportamento d’acquisto: uno studio condotto da Foresight Factory** ci rivela, infatti, che più della metà degli italiani ha accusato molto la mancanza dell’aspetto sociale degli acquisti in negozio e si dichiara pronta a tornare a fare shopping “in presenza” senza rinunciare, però, alla comodità e alla sicurezza dell’e-commerce.

Ma quali sono, in questa fase di transizione, le tecnologie più attrattive per i consumers all’interno dei negozi?

Si parte soprattutto da nuove forme di iper-personalizzazione: il 37% si recherebbe in un negozio se questo avesse almeno un servizio virtuale interattivo come, per esempio, specchi intelligenti per provare i vestiti e schermi smart per personalizzare i prodotti.

Questo perché le tecnologie in ambito retail, come gli specchi intelligenti, la realtà aumentata e la personalizzazione virtuale dei prodotti, offrono l'opportunità di soddisfare le nuove aspettative dei consumatori, alla ricerca di opzioni sempre più personalizzate e soprattutto che rendano lo shopping un'esperienza più social.

Cambiano aspetto, inoltre, gli spazi fisici di vendita, grazie alla realizzazione di aree dedicate alla preparazione degli ordini e-commerce e di spazi riservati al ritiro o al reso degli acquisti online. Si trasforma anche il ruolo del personale in store, dedicato non solo alle attività di negozio, ma anche alle mansioni in ambito digital (come la preparazione degli ordini online) e al consolidamento da remoto della relazione con i consumatori.

Per l’esperienza di acquisto, infatti, rimarrà centrale il ruolo dello smartphone, sia da remoto sia in-store: in particolare, quasi un consumatore italiano su 3 (31%) lo utilizza come canale preferito per fare shopping. Il 18% invece, lo utilizza nello shopping in-store per cercare maggiori informazioni.

I consumers cercano dunque di stabilire nuove connessioni con il mondo fisico e allo stesso tempo di mantenere la comodità di quello online, e contestualmente - per rimanere competitivi - i retailer valutano in maniera sempre maggiore soluzioni tecnologiche in grado di raggiungere questo obiettivo e accelerare la transizione allo shopping “connesso”.

Proprio su questi ed altri trend tecnologici si è focalizzata anche l'area Research&Development di Informasistemi, sviluppando soluzioni tecnologiche che possano venire incontro alle nuove esigenze dei retailer per i propri store.

Per aprire le porte verso un ponte tra reale e virtuale, passando attraverso un’esperienza di brand sempre più immersiva e vicina al linguaggio dei giovani.

Per ulteriori informazioni:

 

*Report Innovazione digitale nel Retail. Il Retail tra online e offline: strategia omnicanale e impatti sul negozio, 4/02/2022
**Studio condotto in 12 mercati da Foresight Factory per conto della app di messaggistica Snapchat che ha coinvolto un totale di 20 mila consumatori, 1.827 dei quali italiani.

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